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Molise

Colline, faggete e una montagna che arriva ai duemila

Metà della regione è sopra i settecento metri, e la pianura sta tutta dietro la spiaggia.

Il Molise è piegato in due dall'Appennino. A ovest, sul confine con la Campania e con l'Abruzzo, ci sono le montagne vere: il Matese, le Mainarde, la Meta. A est scende una successione di colline argillose fino al mare, tagliata da quattro fiumi paralleli, Trigno, Biferno, Fortore e Sinarca, che scavano ognuno la sua valle.

Camosci appenninici sulle creste, nel parco fra Molise, Abruzzo e Lazio

Il Matese

È il massiccio più alto della regione e lo divide con la Campania: il Monte Miletto arriva a 2.050 metri, e sotto di lui sta il lago del Matese, il lago carsico più alto d'Italia a poco più di mille metri. D'inverno a Campitello Matese si scia, d'estate si cammina sulle praterie d'alta quota. È anche uno dei posti più freddi d'Italia: a Capracotta, poco più a nord, nel 2015 sono caduti oltre due metri di neve in un giorno solo.

I boschi

Il Molise è coperto di faggete e di querce più di quanto ci si aspetti. Collemeluccio e Montedimezzo, vicino a Isernia, sono riserve dell'Unesco dal 1977: l'abetina di Collemeluccio è uno degli ultimi boschi di abete bianco spontaneo dell'Appennino. Un pezzo del parco nazionale d'Abruzzo, Lazio e Molise sta qui, intorno a Pizzone e Castel San Vincenzo, ed è la parte meno frequentata del parco.

La costa

Trentacinque chilometri: fra le regioni italiane che il mare ce l'hanno, è la costa più corta di tutte. Sabbia quasi ovunque, con qualche tratto di ciottoli sotto Termoli, e i trabucchi, le macchine di legno per la pesca che si vedono anche in Abruzzo e sul Gargano. Dietro la spiaggia corrono la ferrovia e l'autostrada, e subito dopo cominciano le colline.

L'acqua

Laghi naturali quasi non ce ne sono, ma ci sono tre grandi invasi artificiali: il Liscione sul Biferno, che si attraversa su un viadotto lungo più di un chilometro vicino a Guardialfiera, Occhito sul Fortore, al confine con la Puglia, e il piccolo Castel San Vincenzo sotto le Mainarde. Servono a irrigare e a produrre corrente, e quando l'estate è secca si abbassano di parecchi metri.

I tratturi

Sono la cosa più molisana che ci sia: strade d'erba larghe fino a centoundici metri, usate per secoli per portare le greggi dall'Abruzzo alla Puglia. Ne passano quattro grandi, e sono tutelati come beni archeologici; la transumanza che ci si faceva sopra è patrimonio immateriale dell'Unesco dal 2019. Oggi si percorrono a piedi o in bicicletta, e in molti tratti si riconoscono ancora dal colore diverso dell'erba.